DODICILUNE |
"Listen…Silent" RECENSIONI
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MUSICA JAZZ, dicembre 2003
"Konitz ha conservato lo spirito del jazzista di una volta, attento all'improvvisazione come fattore principale dell'espressione....si ascolta con piacere un'ora di musica di squisita fattura, con un Konitz pacato ma estremamente lucido, sorretto da un pianismo maturo, privo di fronzoli, e dalla dicrezione di una sezione ritmica che corre anche lodevoli rischi" (Stefano Merighi)
WORLD MUSIC MAGAZINE, settembre-ottobre 2003
"Dodicilune dal 1999 ha trovato una pertinente vetrina dal vivo con la nascita di JAZLE, rassegna stabile di concerti a cadenza mensile collegata alle arti visive...."Listen...Silent", ottima ripresa live di Lee Konitz, signore del cool jazz tuttora in piena attività (Guido Festinese)
JAZZMAGAZINE, settembre 2003
"Dal vivo al Teatro Paisiello di Lecce, il 12 dicembre 2001 l'oggi settantacinquenne sassofonista dimostrava di essere in ottima forma, lucido e intenso, capace di una musica di contenuti, che è trasmissione di informazioni, sensazioni, sentimenti.... L'arte konitziana ha lasciato tracce visibili....sino al riuscito "Listen...silent", l'ultimo suo cd apparso sul nostro mercato" (Enzo Pavoni)
JAZZIT, marzo aprile 2003
Suonare al fianco di Lee Konitz è un'incognita più che rischiosa. In bilico tra incerti sbilanciamenti che conducono in ultimo alla riscoperta della melodia, si finisce col suonare spesso il ricordo dello standard o alcuni tratti di sbiadite immagini che in qualche modo lo identifichino. Il gusto e la pericolosità dell'evento racchiude perciò un suo fascino particolare, se non altro per il mettere continuamente in discussione se stessi e -soprattutto- i propri pazienti partner. Solo tre epidosi vedono il quartetto italiano al completo. In Stella by starlight lo swing giunge sobrio dopo una lenta cosrtruzione introduttiva che prende parte al sapore della sorpresa. Più leggibili ed esemplari Round midnight e Weaver of dreams chiudono il cerchio che si riapre con il duo tra il sassosfonista e Di Gennaro (Alone together è una sfida sul terreno dello spiarsi), pianista lirico e crepuscolare nella solitaria Patroclo il plutocrate. Altri duetti vedono Konitz agitarsi nel fantasioso dialogo asimmetrico con la ritmica che si incontra finalmente in trio sull'eternità di Solar. Chiudono l'operazione, registrata dal vivo a Lecce per il JAZLE festival, i bei frammenti in solitudine dei fratelli Battisti: Mauro, cavernoso e riflessivo, Carlo dotato di un'impulsività energica, sempre magicamente presente e costruttiva (Gianmichele Taormina)
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28/03/2006 |
CITY ROMA Omaggio a Bukowski, concerto e film
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CORRIERE DELLA SERA ROMA
Matt Dillon con Haber: i due alter ego di Bukowski - Matt Dillon: ''Così era il vero Bukowski'' - Cappelli Valerio
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14/06/2005 |
MENTELOCALE Notte di musica per Carver
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Serata magnifica lunedì 13 giugno, all'11° Festiva Internazionale di Poesia a Genova. Nel nome di Raymond Carver si è svolto un affascinante concerto [...]
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18/03/2004 |
REPUBBLICA E la leggenda del jazz incontra i grandi della musica italiana
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Protagonista assoluto della musica improvvisata torna a Roma Lee Konitz per un incontro ravvicinato con alcuni grando talenti del Jazz italiano [...]
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03/2003 |
JAZZIT Suonare al fianco di Lee Konitz è un'incognita più che rischiosa. In bilico tra incerti sbilanciamenti che conducono in ultimo alla riscoperta della melodia, si finisce col suonare spesso il ricordo dello standard o alcuni tratti di sbiadite immagini che in qualche modo lo identifichino. Il gusto e la pericolosità dell'evento racchiude perciò un suo fascino particolare, se non altro per il mettere continuamente in discussione se stessi e -soprattutto- i propri pazienti partner. Solo tre episodi vedono il quartetto italiano al completo. In Stella by starlight lo swing giunge sobrio dopo una lenta costruzione introduttiva che prende parte al sapore della sorpresa. Più leggibili ed esemplari Round midnight e Weaver of dreams chiudono il cerchio che si riapre con il duo tra il sassofonista e Di Gennaro (Alone together è una sfida sul terreno dello spiarsi), pianista lirico e crepuscolare nella solitaria Patroclo il plutocrate. Altri duetti vedono Konitz agitarsi nel fantasioso dialogo asimmetrico con la ritmica che si incontra finalmente in trio sull'eternità di Solar. Chiudono l'operazione, registrata dal vivo a Lecce per il JAZLE festival, i bei frammenti in solitudine dei fratelli Battisti: Mauro, cavernoso e riflessivo, Carlo dotato di un'impulsività energica, sempre magicamente presente e costruttiva (Gianmichele Taormina).
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28/01/2003 |
Il MESSAGGERO L'attore debutta oggi al teatro Vittoria in "Confessioni di un genio"
Haber, Bukowski e il jazz
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Alessandro Haber da questa sera veste i panni dello scandaloso Charles Bukowski in Confessioni di un genio. Lo spettacolo del Teatro dell'Archivolto di Genova con drammaturgia e regia di Giorgio Gallione, resterÀ in scena al teatro Vittoria fino al 16 febbraio. Si tratta di un melologo con una colonna sonora jazz di Luca Velotti e Carlo Battisti su un'America oscena, esagerata, emarginata che permette ad Alessandro Haber, che appare all'inizio vestito da donna, una performance d'attore sul filo del grottesco, ma non per questo meno drammatica. In una vecchia stanza trasandata, a metà tra una camera d'albergo decaduta e polverosa e un locale notturno di infima categoria, è accampato Charles Bukowski. Tra sedie sfondate, strumenti musicali, bottiglie vuote e una miriade di gatti randagi che appaiono ovunque, Bukowski ci racconta il suo congedo dalla vita. Tra poesie, canzoni, pensieri e racconti recuperati dalla enorme produzione del poeta, assistiamo all'ultimo show del performer che canta, sbeffeggia, si traveste da donna, gioca con le parole e la musica, raccontandoci in un particolarissimo spettacolo/concerto la sua idea della vita: sesso, birra, musica e letteratura, amore e solitudine. Sul tutto aleggia l'idea dell'addio che corteggia e irride la morte con parole ironiche, spregiudicate e feroci. Bukowski muore a 73 anni in un ospedale di San Pedro in California dove era ricoverato per leucemia. Sul palco oltre a Haber (attore più volte premiato con il Nastro d'Argento e con il David di Donatello e che lavorato con i più importanti registi italiani), uno straordinario ensemble di jazzisti, il Velotti-Battisti jazz ensemble (Luca Velotti, Carlo Battista, Mauro Battisti e Marco di Gennaro) che contrappunta le parole di Bukowski, ricavate totalmente dalla sterminata produzione poetica dello scrittore americano, trasformata in canti, invettive, preghiere, racconti: le confessioni di un genio strambo e anticonformista.
(Romano Paris)
| 11/07/2002 |
REPUBBLICA Konitz, il genio dell'improvvisazione
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Mezzo secolo di jazz con uno degli inventori del genere cool [...]
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